Sentieri selvaggi
Sono quei solchi lasciati dal passaggio continuo delle biciclette. Alcuni si trovano più defilati (e non per questo meno gravi) altri invece sono spudorati, sotto gli occhi di tutti.
Ancora una volta ci ritroviamo a segnalare come un’abitudine apparentemente insignificante, ma solo agli occhi di chi non vuol vedere e sapere, sia vietata, e soprattutto palesemente lesiva.
Attenzione nulla in contrario all’uso della bicicletta, anzi ben venga! Ma anche qui, come per altre attività a villa Pamphilj, esistono regole precise ed utilizzi vietati.
Andiamo con ordine. L’ articolo 56, comma 2 il Regolamento del Verde cita testualmente: “Nei parchi e nei giardini è consentito l’accesso alle biciclette, condotte a velocità moderata, come da segnaletica, esclusivamente su viali, strade e percorsi ciclabili con l’obbligo di dare precedenza ai pedoni, escludendo il transito sulle aree a verde. In caso di particolare affollamento le biciclette vanno condotte a mano.”
Sì, avete letto bene “escludendo il transito sulle aree a verde”. Significa in pratica che a Villa Pamphilj si può andare in bicicletta esclusivamente sui viali rispettando la velocità moderata indicata dalla segnaletica, che in questo caso stabilisce il limite di 10 chilometri orari.
Quello che preme segnalare sono quei ciclisti che utilizzano aree di pregio, vedi il Giardino del Teatro, trasformandole in vere e proprie piste d’allenamento. L’esedra del Giardino del Teatro, da poco restaurata, porta già nuovamente i segni di questo comportamento.
Solchi profondi l’attraversano, a pochi metri dalla statua di Nettuno, anch’essa da poco ricollocata. Questo luogo viene usato perché essendo in parte in discesa consente ai ciclisti di fare salti ed accelerazioni, in pratica un training a costo zero.
Soluzioni? Visto che controlli e le conseguenti sanzioni sono del tutto insufficienti, pensiamo che almeno in questo punto, l’unica possibilità concreta possa essere piantare siepi a ridosso degli alberelli già presenti (anche quelli invero particolarmente ridotti) fino a formare una vera e propria barriera.
La stessa soluzione andrebbe adottata sul lato della Scalea del Casino Algardi, dove il passaggio ripetuto delle biciclette ha scavato un solco profondo, oramai simile ad un piccolo canyon. Non basta: i ciclisti scendono anche lungo questa stessa Scalea ed anche su quella di Paolo Ber.
Oltre ai ciclisti dalla pedalata “artistica” ci sono anche quelli più organizzati. Nei pressi del Casale Floridi, ad esempio, per segnalare il percorso da seguire, sono state dipinte di viola radici, sassi, prati, perfino nelle vicinanze dell’ipogeo.
In questo caso, francamente, non riusciamo nemmeno ad individuare una soluzione. Di controlli e sanzioni non si vede traccia: basta guardare quello che succede, sempre ogni maledetta domenica, a pochi metri di distanza…
