Quei weekend maleducati a Villa Pamphilj

Biciclette che sfrecciano a velocità esagerata, cani che tagliano la strada a corridori e camminatori, concertini non autorizzati con amplificatori (con questua?), raduni spropositati di giovinazzi monteverdini… suvvia, che sarà mai! E poi, che male c’è a lasciare un monopattino abbandonato in mezzo al prato, insieme a bottigliazze e cartacce? Ci mancherebbe! In fondo i responsabili del non plus ultra dell’inciviltà (e della totale mancanza di rispetto delle regole e della legge) non sono mica gli stranieri! Ma “de che” : nella maggior parte dei casi sono italianissimi, quindi, che vuoi che sia, cosa vuoi che comporti per Villa Pamphilj, il più grande parco storico di Roma?

A chi interessa se non c’è più traccia di ricci, talpe e volpi? E poi, che importa della Carta di Firenze sui parchi storici, che afferma solennemente: “Un giardino storico è una composizione architettonica e vegetale che, dal punto di vista storico o artistico, presenta un interesse pubblico. Come tale è considerato come un monumento.”…

Nulla: non gliene frega niente a nessuno. Nemmeno — e soprattutto — a chi dovrebbe controllare e sanzionare. Ma a prescindere, a chi non interessa proprio niente è quella sfilza di persone che trasforma ogni maledetto weekend la nostra bellissima Villa Pamphilj in un monumento alla maleducazione!

Speriamo che nei prossimi weekend piova sempre. Ci possiamo appellare solo a questo, pensate un po’! Che tristezza.

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