Sul “Tavolo”, tutte le carte dell’Associazione per Villa Pamphilj


13/07/2021

Sul “Tavolo”, tutte le carte dell’Associazione per Villa Pamphilj



L’immagine di copertina, con la mappa dell’Associazione per Villa Pamphilj fotocopiata in bianco&nero, “ritargata” con il logo della Polizia Roma Capitale e stesa di fronte al signor Marco Doria e ad un ufficiale del Corpo, documenta perfettamente cosa sia successo in questi ultimi cinque anni: tutti i nostri documenti, le segnalazioni, le denunce, gli esposti depositati e pubblicati, tantissime immagini (basti pensare a quelle con cui il Doria si presentò in Procura dal Dott. Michele Nardi) sono stati fatti passare quale frutto di un’attività svolta dall’inesistente Tavolo Tecnico.

Un esempio su tutti: lo strombazzato intervento che a villa Pamphilj, il 14 dicembre 2017, portò al sequestro di ben 18 strutture (dove, vista l’ora comoda, non furono trovati occupanti ma 50 proiettili calibro .38) ne riguarda 14 su cui la nostra associazione, da anni, aveva scritto, depositato e denunciato nelle forme e nelle sedi preposte, ogni aspetto… ma altri se ne ascrisse il merito.
Così è stato successivamente per le discariche di Eternit e di batterie esauste, le siringhe, la prostituzione, le reiterate occupazioni del ponte pedonale Artemisia Gentileschi Lomi e del Casale Rosso sul lago, gli atti di vandalismi e tutto il resto… con le uniche eccezioni riservate a chi, nonostante un’ampia documentazione, riceve da sempre un occhio di riguardo oppure per chi deve essere colto in flagrante (questo è il motivo per cui fogne che esplodevano, accessi senza autorizzazioni, utilizzo di fiamme e di gruppi elettrogeni, inadempienze di concessioni, bagni nelle fontane di animali, uomini e studenti, commercio e vendita di alimenti, writer e imbrattatori, borseggiatori e ladri non hanno mai ricevuto particolari attenzioni).
Sempre curiosa, peraltro, anche la tempistica dell’intervento: il 4 dicembre la nostra associazione guidò all’interno della villa una troupe di “M”, attesissimo programma di Michele Santoro, dove documentammo di tutto; nei giorni successivi, la giornalista contattò il Sostituto Procuratore Michele Nardi, da noi indicatogli come magistrato presso cui affluivano tutte le relative segnalazioni e denunce perchè da lui voleva conoscere “lo stato dell’arte”: Nardi le avrebbe detto di non preoccuparsi, ché un intervento era ormai imminente.
E in effetti, appena qualche giorno dopo, il 14 dicembre, con tanta approssimazione (alcuni agenti non sapevano neanche dove andare e ne accompagnammo diversi, di nuovo noi, una volta sopraggiunti) scattò l’operazione che… fece ovviamente annullare quell’illuminante (sicuramente sgradito) servizio televisivo.

Istruttiva, anche la favola del 26enne rumeno indicato come autore dei vandalismi che colpirono villa Pamphilj durante il lockdown, riportato ovunque con frasi ad effetto: a fine APRILE, “scoperto”, “arrestato”, “tradotto a Regina Coeli, “rispedito in Romania” con tutta la sequela di tweewt della Sindaca, dei complimenti di Assessori e Presidenti di Commissioni Capitoline, degli articoli sul Principe e Presidente dell’Unisrita Marco Andrea Doria e sul Tavolo Tecnico che guidava… sugli efficienti agenti della Polizia Roma Capitale e del Nucleo Tutela Beni Culturali dell’Arma dei Carabinieri.
Salvo che il rumeno Constantin era stato segnalato dall’Associazione per Villa Pamphilj a fine FEBBRAIO, fatto identificare ad una pattuglia del IV Reggimento Carabinieri a cavallo ad inizio MARZO ma soprattutto… ritrovato a villa Pamphilj libero e tranquillo a fine MAGGIO dopo la valanga di “fandonie” condivise da chi aveva interesse e da un’Amministrazione, per l’ennesima volta superficiale (eufemismo).
Con la conclusione di un ennesimo fermo da parte dei Carabinieri territoriali a metà GIUGNO, sempre dietro segnalazione dell’Associazione per Villa Pamphilj, che non crede comunque sia lui l’autore di tutte quelle azioni vandaliche.

Le carte dell’Associazione, i protocolli e le date sono lì a provare TUTTO quanto sosteniamo.
Ovviamente, il nostro puntuale atteggiamento di documentazione disturbava alcuni partecipanti all’inesistente “Tavolo Tecnico”: di qui, una serie di denunce (ne alleghiamo 4) e anche richieste, inoltrate alle Autorità dal signor Marco Doria, per impedire proseguissimo anche fattivamente il nostro contrasto al degrado.
Pulire una scalinata, ripristinare il rubinetto del Punto Jogging, riverniciare un muro imbrattato dai vandali, mettere a dimora alcune pansè nelle aiuole trasformate in discarica all’ingresso di piazza San Pancrazio erano evidentemente azioni riprovevoli e andavano “cassate”.
Se si fosse riuscita a “cassare” anche tutta l’associazione, ancora meglio.

E mentre si tentava tutto questo, noi acquisivamo ancora altre carte.
Anche quelle del Cerved, il più grande archivio elettronico dove sono reperibili informazioni su aziende ed imprese: quelle che riguardano il signor Marco Doria rimandano a imprese individuali e a società a responsabilità limitata connesse ad attività anche molto diverse… con una in particolare su cui desideriamo soffermarci, la Ma.Fer.97 SrL.
Denominata originariamente Matteo Calvio 97 SrL e amministrata appunto dal sig. Matteo Calvio, aveva visto successivamente un cambio di denominazione in Ma.Fer.97 Srl ed il subentro di un nuovo amministratore al posto di quello originario.
Il nuovo amministratore, che deteneva il 70% delle quote è la madre del signor Marco Doria, mentre la sorella (a suo tempo moglie del signor Matteo Calvio) ne deteneva il restante 30%.
Ancora, il signor Doria figura nei documenti come liquidatore… cosa poi avvenuta, visto come la società risulti cancellata dal 2010.
La questione è che il signor Matteo Calvio detto “spezzapollici” è stato per lungo tempo, fino al suo arresto, il braccio destro del più conosciuto Massimo Carminati: ora, ciò non rappresenta assolutamente una colpa per suo cognato Marco Doria ma certo, avrebbe dovuto suggerire maggiore attenzione alla Sindaca Virginia Raggi nel ricevere, indicare, sostenere il Doria in un ruolo che, peraltro, non gli è mai stato attribuito amministrativamente ma solo, un po’ troppo sbrigativamente e non si sa su quali basi e su quale specifica preparazione, sulla parola.
A nostro avviso, oltre a tutto quanto evidenziato negli album pubblicati finora, questo atteggiamento della Sindaca rappresenta UN GRAVISSIMO ERRORE di natura politica del quale, ancora oggi, con tutto quello che le è sicuramente giunto alle orecchie e che ha letto sui media, NON vuol prendere atto.

Leggesse almeno i 4 verbali (gli UNICI verbali, tutti risalenti al 2018) del cosiddetto Tavolo Tecnico, dove abbiamo evidenziato sia il livello dell’apporto del signor Marco Doria, sia il curioso coinvolgimento del dott. Michele Nardi, l’inquirente chiamato ad un tavolo dove sono presenti alcuni dei suoi inquisiti (inquisito poi a sua volta per associazione a delinquere e condannato a 16 anni e 9 mesi di carcere), sia l’uso abusivo di carta intestata con logo Roma Capitale e lo stemma araldico della Famiglia Doria Pamphilj, estranea e all’oscuro di questo (ma non di tutto il resto, grazie a noi).
Ancora, e non a beneficio della sola Sindaca Virginia Raggi, abbiamo evidenziato una risposta sull’efficienza delle telecamere puntate sull’area di Villa Vecchia e resto del circondario “storico-artistico”: se le apparecchiature erano tutte FUNZIONANTI, come hanno fatto a non riprendere i responsabili degli atti di intimidazione di cui il signor Marco Doria ripete continuamente di esser stato bersaglio?
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