Sicurezza nei parchi: rivogliamo i custodi

Abbiamo avuto modo di leggere le dichiarazioni dell’Assessora all’Ambiente, Sabrina Alfonsi pubblicate sul Corriere della Sera nell’articolo a firma di Maria Egizia Fiaschetti.

Per quello che può valere, nella nostra esperienza e conoscenza di Villa Pamphilj, non servono le telecamere (se non come deterrente). Dietro ai dispositivi non ci sono agenti o vigilanti che monitorano gli schemi ha24. Le immagini registrate servono solo se poi vengono effettuate le denunce. E chi denuncia? Sono davvero pochi coloro che scelgono questa via. Purtroppo.

Invece è certo che la presenza degli agenti delle forze dell’ordine è fondamentale, ma non solo come dice l’Assessora, almeno per Villa Pamphilj “soprattutto in orario notturno e nelle zone sensibili”. Servono sempre, anche durante il resto della giornata perché gli illeciti o meglio i comportamenti vietati all’interno di una villa storica come la nostra, sono all’ordine del giorno.

Gli accampamenti ed insediamenti abusivi, per lo più di poveri disgraziati senza fissa dimora (spesso presenti anche dentro Villa Pamphilj) dovrebbero essere sempre scongiurati, soprattutto per ridare dignità a queste persone. Ben venga quindi la realizzazione di 250 tensostrutture per i senza tetto, di cui parla l’articolo.

Ma in termini di sicurezza il punto su cui non concordiamo è stata la scelta, già anni fa, di eliminare la figura dei custodi e di affidare l’apertura e la chiusura dei cancelli dei parchi ad “esterni”. Pur riconoscendo la puntualità e professionalità con la quale viene effettuato questo servizio, il problema non è questo. L’aver tolto i custodi ha comportato nel corso degli anni, la perdita di quello che era un vero e proprio presidio all’interno dei nostri parchi.

Il custode era una garanzia di puntualità, sorveglianza e monitoraggio continuo. Non averlo vuol dire non avere la conoscenza delle abitudini dei frequentatori e il contatto con le realtà che si avvicendano dentro Villa Pamphilj. Abitudini e realtà che possiamo dire di conoscere profondamente noi, della nostra Associazione o coloro che di fatto la frequentano ogni giorno.

Ridurre un compito così delicato alla mera apertura e chiusura di un cancello, non vuol dire stare sul territorio, “stare sul pezzo”, ma restare ai margini, essere solo un esecutore e non un profondo conoscitore del luogo.

Da quando non ci sono più i custodi, parliamo di Villa Pamphilj ma pensiamo che lo stesso si è verificato anche negli altri parchi, c’è stato un netto peggioramento in termini di sicurezza e decoro.

E la ragione è anche dovuta al fatto che per poter permettere agli incaricati di effettuare il servizio di apertura e chiusura della villa è stato necessario cambiare gli orari canonici (quelli che vedete scritti nei cartelli attaccati fuori a qualche ingresso) e che ricordiamo essere da Ottobre a Febbraio dalle 7 alle 18, da Aprile ad Agosto dalle 7 alle 21 ed i mesi di Marzo e Settembre dalle 7 alle 20.

Invece le fasce orarie opportunatamente modificate sono le seguenti: 06.30 – 08.30 e 17:00 -19:00 periodo novembre- febbraio; 06:30 – 08:30 e 19:00 – 21:00 periodo marzo-aprile e settembre-ottobre; 06:30 – 08:30 e 20:00-22:00 periodo maggio-agosto.

E’ evidente che se si apre Villa Pamphilj alle 06,30 in inverno è buio e stesso dicasi se si chiude alle 19… (invece che alle 18). Idem se si chiude alle 21 a settembre ed ottobre (invece che alle 20) e alle 22 in estate (invece che alle 21).

Quindi quale valore aggiunto è quello di aver tolto i custodi? Ancora nessuno ce lo ha spiegato.

Qui l’articolo del Corriere della Sera “Sicurezza nei parchi, l’assessora Alfonsi: «Impossibile chiudere Villa Borghese, in arrivo nuove telecamere»> https://shorturl.at/zR70s

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“Chi apre e chiude (oggi) Villa Pamphilj” >https://shorturl.at/33Bbv

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