Quelle vecchie, cattive abitudini.
Non è la prima volta che gli ipogei di Villa Pamphilj vengono presi di mira. Negli scorsi anni tra effrazioni, scritte vandaliche ne abbiamo segnalate a decine.
Poi, finalmente, uno stop per qualche anno: ma ecco che nuovamente qualche vandalo ha deciso di scardinarne l’entrata dell’ipogeo situato poco lontano dall’ingresso di via Leone XIII.
Per aprire la cancellata di ferro hanno usato un pezzo di targa della toponomastica, presa chissà dove. L’effrazione risale ad un paio di settimane fa, l’ipogeo fortunatamente è già stato richiuso alla meno peggio. Ora è circondato dalle bandelle della Polizia Roma Capitale.
Tutto intorno la solita sporcizia: purtroppo questo luogo è anche utilizzato come bagno “personale”.
E’inutile dirvi che nella stessa area, oltre agli immancabili tappi di bottiglia di metallo incastonati a decine sul terreno, anche numerose bottiglie di plastica e di vetro abbandonate sul prato.
Le abbiamo raccolte alla meno peggio ma sorge davvero spontanea una domanda: possibile che a nessuno importi nulla di questa parte di Villa Pamphilj?
Una decina di giorni fa abbiamo, nuovamente, segnalato questa ed altre emergenze (insieme anche ad alcune proposte), ad una nutrita serie di Amministrazioni Comunali, offrendoci per un eventuale sopralluogo nelle aree più degradate e a rischio di Villa Pamphilj, tra cui appunto questa.
Risposte o riscontri pervenuti? Zero.
