Né “Principe”…


21/06/2021

Né “Principe”…



La XIV disposizione finale della Costituzione della Repubblica Italiana recita “I titoli nobiliari non sono riconosciuti…” e, a tal riguardo, è ancora più chiaro l’articolo 3 della stessa dove è chiarito che “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”.
Eppure, già il 6 febbraio 2017, nel suo esordio sul quotidiano “il Tempo” il signor Marco Doria volle presentarsi come “Principe”, esattamente come fece sull’agenzia stampa “Progetto Italia News” una settimana più tardi e, analogamente, ogni volta che gliene è stata fornita la possibilità.
Anche di persona, presentando il biglietto da visita che pubblichiamo in questo album.
Un vezzo (vogliamo chiamarlo così) rilanciato in questi giorni da diversi organi di informazione italiani e stranieri, stante il clamore suscitato dal recente ritrovamento, nella sua vettura, di un simil-ordigno su cui stanno ancora indagando la Procura della Repubblica e la Digos.
Non solo.
Su quello stesso biglietto da visita, sulle sue pagine social, sui media, sui comunicati stampa e sui verbali… addirittura sulle autorizzazioni all’accesso rilasciate da Roma Capitale, il signor Marco Doria è continuativamente indicato come Marco Andrea Doria: anche qui, una semplice verifica dei suoi documenti o del suo codice fiscale avrebbero rivelato come il nome “Andrea” non risulti imposto nè al momento della nascita nè acquisito successivamente.
Ancora, risulta assolutamente inesistente l’appartenenza ai Doria Pamphilj invocata, sempre sul quotidiano “il Tempo” quel 6 febbraio 2017, per minacciare il Comune di Roma con una richiesta di restituzione “dell’ex-villa di Famiglia”, motivandola con le condizioni indegne in cui era stata lasciata: dal lato “Pamphilj” perchè gli unici eredi universali di Orietta Pogson Doria Pamphilj, sono i legittimi e diretti discendenti del ramo della Famiglia Doria Landi, fuso nel 1763 con la Famiglia Pamphilj, ovvero Gesine e Jonathan; dal lato “Doria” perchè il nome di Marco Doria non risulta affatto registrato presso l’Abbazia di San Matteo come invece previsto per tutti gli appartenenti a quella Famiglia.
Tra l’altro, un albero genealogico così strutturato e curato, permette a coloro che ne fanno parte l’elezione di un “governatore”: a fronte dei tre rami ancora esistenti, la Famiglia Doria risulta attualmente retta dall’avvocato Ludovico Lamba Doria ma, tra gli aventi diritto, non v’è nuovamente traccia del signor Marco Doria che conosciamo.
Ulteriore conferma viene peraltro dalle ricerche effettuate da un altro membro della Famiglia Doria che, verificando gli antenati del signor Marco Doria dal 1789 al 1963 (anno di nascita di quest’ultimo) non ha rinvenuto alcuna traccia di nobiltà, bensì altrettanto dignitosissime origini contadine.
Chiarito quanto sopra, riteniamo che attribuendosi il titolo di “Principe”, aggiungendo al suo, il nome “Andrea”, e legando la propria vita e discendenza a Villa Doria Pamphilj, il sig. Marco Doria abbia ingenerato confusione in una moltitudine di terzi, in particolare tra coloro che, facendo parte di organi dello Stato, di strutture amministrative, di organismi politici e di Governo come anche di un’estese rete di Media, avrebbero dovuto e dovrebbero prestare ben altra attenzione.
Per questo, quanto documentato oggi è solo un inizio.
Altro seguirà, in maniera da ridurre la confusione ingenerata e che, sedimentatasi in questi ultimi cinque anni, non ha oggettivamente permesso di elaborare progettualità e interventi di livello.
Per villa Doria Pamphilj… ed anche per le sue “sorelle”.
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Leggi anche:
“Chi e cosa è successo in questi ultimi cinque anni a villa Pamphilj?”> https://cutt.ly/In2J0Gc
“Sindaca Virginia Raggi (…) perchè non ritiene opportuno incontrare l’Associazione per Villa Pamphilj?”> https://cutt.ly/pn2KrQg

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